DIPENDENZE GIOVANILI: NUOVI RISCHI E VECCHIE ABITUDINI

Il Presidente Mattarella parla di giovani e dipendenze

L’intervento del presidente Mattarella alla Conferenza Nazionale Dipendenze 2025 ha contribuito a portare per un attimo alla ribalta un fenomeno di cui normalmente si parla poco, e male, sui media italiani, quello dei rapporto fra giovani e dipendenza. 

Nel panorama attuale delle dipendenze giovanili, emerge uno scenario in evoluzione. Il recente rapporto ESPAD®Italia 2024, condotto da Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) – con la collaborazione dell’Istituto di Fisiologia Clinica CNR‑IFC – fotografa a livello nazionale le abitudini degli adolescenti italiani tra i 15 e i 19 anni (20.201 studenti coinvolti). Ecco i punti chiave e, soprattutto, cosa significa questo per chi si occupa di giovani, prevenzione e comunità come la nostra.

Dipendenze giovanili: cosa dicono i dati

Le sigarette tradizionali mostrano un calo: l’uso esclusivo di sigarette classiche scende, ma 6 studenti su 10 (58 %) hanno provato almeno un prodotto contenente nicotina nella loro vita. I dispositivi a base di nicotina, quali le sigarette elettroniche, sono ormai assunti dal 40 % degli studenti nell’ultimo anno.
Lo studio segnala un boom nel consumo di psicofarmaci senza prescrizione: il 12 % degli studenti ne ha fatto uso nell’ultimo anno, con una netta differenza di genere (16 % nelle ragazze, 7,5 % nei ragazzi).
L’alcol rimane centrale: il 76 % degli studenti ha consumato alcol nell’ultimo anno, con un’età di accesso alla sostanza ampiamente sotto i 14 anni, mentre risulta in diminuzione Il consumo di sostanze illegali “classiche” come la cannabis, che resta comunque la sostanza più utilizzata, è in diminuzione. Il fenomeno del gioco d’azzardo, sia tradizionale che online, raggiunge livelli record: il 57 % degli studenti ha giocato almeno una volta nell’anno, e l’11 % presenta un profilo di “rischio” o “problematico”. Emergono anche rischi legati al mondo digitale: la dimensione reale e virtuale dei giovani è “profondamente intrecciata”, creando problemi di ansia. 

Quali riflessioni per Cascina Verde

:Anche se qualcuno potrebbe pensare che “meno cannabis = meno problema”, i dati ci avvertono che il rischio cambia forma. Come nota la coordinatrice dello studio: «Diminuiscono i consumi di sostanze illegali ‘classiche’, ma si rafforzano nuove forme di dipendenza…».
Per la nostra comunità, questo significa che non possiamo limitarci ai modelli tradizionali di prevenzione: dobbiamo guardare anche a nicotina, psicofarmaci, alcol, digitalizzazione, gioco d’azzardo.
Il ricorso a psicofarmaci senza prescrizione solleva temi di vulnerabilità, automedicazione, ansia, stress, molto in linea con il nostro lavoro terapeutico con i giovani adulti.
Da considerare anche il fatto che le ragazze mostrano un tasso più elevato di uso di psicofarmaci senza prescrizione (16 %) rispetto ai ragazzi (7,5 %), richiamandoci a considerare le differenze di genere nei nostri programmi: i modelli di aiuto, gli strumenti di ascolto, le narrazioni che proponiamo devono essere sensibili a queste differenze.
Con tre quarti degli studenti che hanno consumato alcol nell’ultimo anno (76 %) e con il gioco d’azzardo che raggiunge l’11 % di “profilo a rischio” tra gli adolescenti, non possiamo trascurare questi ambiti.  Integrare nei nostri spazi iniziative che affrontino “socialità + rischio” è fondamentale: come si costruisce una socialità alternativa, significativa, senza dipendenze? Come si interviene sul gioco e sull’azzardo nella fascia giovanile?  I nuovi comportamenti problematici non sono solo legati a sostanze; la dimensione digitale — uso intensivo della rete, cyberbullismo, challenge online — diviene parte del quadro delle dipendenze emergenti. Queste riflessioni ci portano a considerare sempre più importante una progettualità relativa alla prevenzione, che coinvolga le scuole e altri enti formativi, dagli oratori alle associazioni sportive, con iniziative mirate. E ci stiamo lavorando già da un po’: mettetevi in contatto con noi per saperne di più