Il volontariato non è un gesto accessorio, né un atto di generosità episodica. È, al contrario, l’infrastruttura invisibile che tiene insieme il tessuto sociale del Paese.
Lo ha ricordato il Presidente Mattarella nel suo intervento alla cerimonia di chiusura di Palermo Capitale Italiana del Volontariato 2025: in Italia sono quasi 5 milioni i volontari che, ogni anno, dedicano 84 milioni di ore agli altri. Ore sottratte a impegni personali, al tempo libero, talvolta al riposo. Ore donate. Un patrimonio immenso, fondato sulla gratuità e sulla convinzione profonda che la vicinanza all’altro – come ha detto Mattarella – “rende migliori e gratificanti le nostre vite”.
Il volontariato come antidoto alle fratture sociali
Ciò che rende il volontariato davvero essenziale – sottolinea Mattarella – è la sua presenza nella quotidianità. Non solo nelle emergenze, ma nelle periferie, nei territori abbandonati, nelle solitudini invisibili e, per quanto ci riguarda più da vicino, nella lotta quotidiana contro lo stigma sociale che ancora afflige il problema delle dipendenze. È un’azione costante che “cura le ferite presenti nella nostra società” e restituisce senso alle relazioni umane. È qui che nasce il bene più prezioso: la consapevolezza di essere comunità.
E il nostro sforzo, negli ultimi anni è stato proprio quello di rendere Cascina Verde una Comunità nel senso più ampio del termine. Un senso che non comprende soltanto gli ospiti e gli operatori dello staff, ma anche i volontari che singolarmente o nell’ambito di programmi aziendali ci offrono il loro sostegno in modo sporadico o continuativo.
Dall’esperienza di questi incontri nascono rapporti importanti, nuovi modi di affrontare realtà che prima erano sconosciute e tutto questo bagaglio di esperienza viene portato anche all’esterno, nella Comunità più ampia rappresentata dal territorio in cui operiamo.
I volontari donano uno e ricevono mille
Nel video mostrato durante la cerimonia, una giovane volontaria ha detto una frase semplice e potentissima: «Si dona uno e si riceve mille.»
Una sintesi perfetta di ciò che accade ogni giorno in realtà come Cascina Verde: la trasformazione non riguarda solo chi riceve, ma anche chi si mette a disposizione. Il volontariato è un allenamento alla democrazia, alla convivenza civile, alla responsabilità verso il bene comune.
Lo ha confermato anche una delle nostre storiche volontarie, Elisabetta Riva, in questa intervista realizzata per i nostri 50 anni: “non pensate di essere qui per fare un piacere a questi ragazzi, siete qui per voi, per quello che siete voi, per quello che imparerete a capire di voi e tutto il resto è un dettaglio.”
La forza più preziosa
“Iniziando dal basso. Da quel che è vicino.” È così che Mattarella descrive l’origine della giustizia e della pace. E il volontariato – aggiunge – è “l’altro che entra nella nostra vita e l’arricchisce”.
Cascina Verde conosce bene questo principio: ogni storia che si rialza è, a modo suo, un tassello di pace restituito alla comunità. Ogni persona che esce da un percorso di dipendenza è una vita restituita, un potenziale riacceso, una ferita sociale che lentamente si rimargina.
Nell’epoca delle paure alimentate da disinformazione, divisioni e indifferenza, il volontariato è – nelle parole del Presidente – “un antidoto prodigioso”.
Ecco perché Mattarella invita a sentire come “orgoglio” l’essere Comunità. perché il volontariato non è un accessorio della vita sociale: è il suo cuore pulsante.
Anche in realtà come Cascina Verde, dove ogni volta che un volontario o un gruppo di volontari ci tende la mano, costruiamo insieme un nuovo pezzo di futuro. Un futuro che non lascia indietro nessuno.
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