Nel grande mosaico realizzato dagli ospiti della nostra comunità di Azzate, l’arte racconta il percorso terapeutico, le speranze, le tentazioni e la voglia di rinascere. In questo articolo abbiamo raccolto le riflessioni delle persone che hanno fatto parte del gruppo di lavoro,.
L’ARTE NON DICE “MAI”
Mai: una delle parole più tremende usate dagli uomini:
Non ci sono più né “forse” né “chissà”.
“Io non mi riprenderò mai la mia vita in mano.
Non ci saranno tappe intermedie.
Non ci sarà nulla.”
“Mai” è l’avverbio più pericoloso, perché scandisce la sconfitta, lo scoraggiamento e l’inerzia.
Purtroppo si tratta di una parola che spesso suggella tante vite, anche di giovani, sopraffatti fino a lasciarsi andare alla deriva. Emblematica è la caduta nella droga, dalla quale spesso non si vuole risalire, “convinti di un mai” fatto d’impossibilità.
“MAI DIRE MAI!” recita una battuta popolare; eppure in tante circostanze abbiamo pronunciato quella parolina così tremenda e abbiamo perso amori, abbandonato attività, dimenticato dignità, spento le forze. Ritroviamo la capacità di affidarci ad altri e averli come “chissà” e “forse”, riprendendo a lottare e a sperare in ciò che non si può esprimere a parole. Troppo spesso, ai giorni nostri, ci si butta a capofitto in situazioni pericolose, con una superficialità sconcertante, scambiata per coraggio e indipendenza; ma c’è un’altra nota da aggiungere: una volta che si è incappati in una situazione difficile, non ci si deve avvilire, deprimere o demoralizzare. È allora che emergono il vero carattere di una persona, la sua fibra genuina, la sua capacità di lottare e sperare; perché, per vie senza pericoli, si mandano soltanto i deboli. A questo punto vi domando: che cosa vi aspettate di vedere all’ingresso di una comunità?
L’ARTE RACCONTA LA COMUNITÀ
Ispirandoci all’artista “Niki de Saint Phalle”, abbiamo fatto un lavoro introspettivo, per rappresentare che cosa ci si aspetta da un percorso comunitario.
Abbiamo scelto le famose “Nanas”, che l’artista realizza in varie forme e in vari colori, con la tecnica del mosaico.
La rappresentazione di persone in tre posizioni differenti con fiori e animali, simboleggia il percorso comunitario vero e proprio.
Vediamo l’ingresso in comunità come una persona chiusa con una serpe in seno, che indica quel qualcosa di estraneo nel corpo che deve uscire. Poi vediamo questa persona che muta, cambiando anche colore e avendo fatto uscire la serpe che tratteneva dentro di sé, la salta con un grande balzo.
Infine, troviamo l’evoluzione di questa persona: i suoi colori diventano chiari e raggianti, è contornata da fiori, che rappresentano la sua rinascita e da un’ape, simbolo dell’importanza della collaborazione e delle regole di una delle comunità più importanti del pianeta.
Per tutto il gruppo è stato un grosso lavoro, non solo per la manualità richiesta, ma anche per la necessità di essere introspettivi, di condividere e collaborare.
Simone
L’ARTE RACCONTA CIÒ CHE SENTIAMO
Iniziai questo gruppo di arte terapia per riuscire a cogliere e trasformare le emozioni, che si sviluppavano dentro di noi in vari modi. Per farlo abbiamo utilizzato diverse forme di creatività artistica: disegni, collage, decoupage.
Il nostro gruppo, con l’aiuto della terapeuta, è riuscito a cogliere e a riflettere su ciò che sentivamo, decidendo poi di rappresentarlo attraverso un mosaico, che ha preso forma piano piano.
Siamo partiti da un uomo o una donna, chiuso/a e sofferente, che inizia ad affrontare un percorso di cura attraverso un nuovo stile di vita.
Col tempo, perseverando con la cura, riesce a trasformare il proprio malessere in una luce, che fuoriesce dal suo essere e lo circonda di vita.
Kristian
L’ARTE RACCONTA DI NOI
Ispirandoci alle “Nanas” di Niki de Saint Phalle, il mosaico che abbiamo realizzato è un tentativo di rappresentare il nostro percorso comunitario.
Appena arrivata in comunità, ero raggomitolata su me stessa, circondata dal buio e abituata a condotte autodistruttive; le tentazioni, come serpenti velenosi, sembravano essere sul punto di stritolarmi il cuore.
Speravo che qui, lavorando come un’ape, sia da sola sia con gli altri, il gomitolo si sarebbe potuto lentamente sgrovigliare; solo così avrei potuto trovare un modo per allontanare i serpenti da me e l’energia necessaria per rialzarmi, intravedendo la possibilità di rinascere, come i fiori in primavera.
La strada è ancora lunga, ma tutto ciò sta accadendo, grazie a un lungo lavoro su me stessa assieme ai miei compagni, che sta rendendo più vicino il momento in cui mi riapproprierò dei miei colori e ricomincerò a percorrere il sentiero imprevedibile che sarà la mia vita.
Francesca
L’ARTE RACCONTA LA RICERCA DI SENSO
Un’opera d’arte nata, sviluppata con passione, affiatamento, collaborazione, dedizione ed impegno. Ha creato un senso di unione, condivisione, gioia, speranza e amore.
Rappresenta la voglia di cambiamento e di rialzarsi. Nonostante le nostre vite stropicciate, siamo ancora tutti in piedi e con maggior consapevolezza di noi stessi e del mondo che ci circonda. Più forti, stiamo sviluppando ogni giorno le nostre tattiche per superare i momenti di difficoltà, guardando oltre, facendo pace con noi stessi e col nostro passato. Ognuno di noi con un passato diverso e tormentato si è curato con metodi poco ortodossi, si è perso, ma ha imparato dal dolore delle proprie esperienze che siamo speciali e unici, come ogni tassello posato sul mosaico.
Ora, anche nei momenti in cui ci sentiamo spenti, sfruttiamo al meglio questo tempo, convinti che, forse, anche questa nostra vita merita di trovare un senso.
Claudio
Un’opera d’arte, nata dalle Nanas di: “Niki de Saint Phalle”, dove si sviluppano uomini: uno chiuso su se stesso, uno aperto e uno gioioso con dei fiori, un’ape e un serpente.
Luigi
L’ARTE RACCONTA IL GRUPPO
Vita, collaborazione, amore, allegria, operosità, rabbia, evoluzione, serenità, colori e gioia.
Lavoro in gruppo, disegni e mosaici come arte.
Decisione dal disegno al mosaico.
Fiori, primavera, rinascita, colori.
Ape, lavoro di gruppo, fatica, realizzazione.
Omini dal primo all’ultimo: chiusura, buio/luce, apertura.
Riguardando i vari disegni che avevamo precedentemente realizzato, ci è venuta la voglia di realizzare dei mosaici, che esprimessero i vari stati d’animo: rabbia, introspezione, gioia, apertura e luce.
Abbiamo fatto tutto questo collaborando insieme.
Elisabetta

