RAPPORTO EUDA SULLE DROGHE: GUARDARE IL PROBLEMA OLTRE LO STIGMA.

I dati del rapporto EUDA sulla diffusione delle sostanze in Europa.

Il rapporto EUDA 2026, diffuso in questi giorno dall’Agenzia dell’Unione Europea sulle  Droghe,  evidenziano per l’Italia  un consumo di massa e in crescita di sostanze illecite, con un mercato in continua evoluzione e nuovi rischi per la salute

Il rapporto EUDA e le droghe in Italia

Nel nostro Paese la cannabis resta la sostanza più diffusa: secondo il sito governativo sulle dipendenze rappresenta circa il 77% delle segnalazioni delle forze di polizia per uso personale e il 37% delle denunce per spaccio. L’Italia, inoltre, è da tempo al primo posto in Europa per l’uso di oppiacei, mentre la cocaina resta la seconda sostanza stimolante più utilizzata, con un’espansione dei mercati del crack nelle comunità più vulnerabili. 

Negli ultimi anni, inoltre, il mercato è cambiato. Accanto alle sostanze tradizionali sono comparsi, come risulta dal rapporto, i cannabinoidi sintetici presenti nei liquidi per lo svapo, le nuove sostanze psicoattive vendute in modo ingannevole come polveri o pillole a base di oppioidi o stimolanti nonché i prodotti a base di cannabis naturale combinati con composti sintetici.

Guardare il problema oltre gli stereotipi

Per questo parlare di dipendenze richiede uno sguardo libero dagli stereotipi. Lo stigma continua a pesare sulle persone che vivono un problema di consumo e sulle loro famiglie: chi teme di essere giudicato spesso aspetta troppo prima di rivolgersi a qualcuno.

Il risultato è che molte situazioni vengono intercettate quando sono già diventate più difficili da affrontare. A volte il consumo è iniziato come esperienza occasionale, come modo per stare nel gruppo o per alleggerire un disagio. Poi, lentamente, può diventare una risposta abituale alla solitudine, all’ansia, alla fatica di reggere le relazioni o le responsabilità quotidiane.

A Cascina Verde incontriamo persone molto diverse tra loro, e nessuna coincide con l’etichetta che spesso la società applica alla dipendenza. Ogni percorso di cura inizia proprio da qui: dal riconoscere la persona prima del problema, la sua storia prima del comportamento, le sue possibilità prima dei suoi errori.

I dati europei aiutano a capire che le dipendenze non sono un tema lontano. Attraversano i territori, le famiglie, le scuole, i luoghi di lavoro. E chiedono prevenzione, informazione corretta e servizi capaci di intervenire prima che la sofferenza si trasformi in emergenza.

Smettere di nascondere il problema dietro lo stigma è un primo passo concreto. Significa creare le condizioni perché chi ha bisogno possa parlare, essere ascoltato e iniziare un percorso. Perché una dipendenza affrontata in tempo può diventare l’inizio di una storia diversa.