RELAZIONI CHE DANNO DIPENDENZA

Un ragazzo e una ragazza si baciano con una maschera antigas: un simbolo delle relazioni tossiche

Il primo numero di Green News, il giornalino della nostra comunità di Azzate, si occupa di un tema molto interessante: la dipendenza dalle relazioni interpersonali, quando i rapporti di amore si trasformano da momenti di gioia e di piacere in occasioni di una sofferenza che sembra irrinunciabile. In questo articolo del blog trovate i due contributi di Luca e Giuseppe. Per leggere e scaricare il giornalino Green News basta seguire questo link. 

DIPENDERE DALLE RELAZIONI

L’essere umano è, per sua natura, un animale relazionale. Fin dalla nascita, la nostra sopravvivenza e il nostro benessere psicologico dipendono dalla capacità di tessere legami con gli altri. Una relazione sana è un porto sicuro: un luogo di scambio, crescita e sostegno reciproco, dove l’individualità di ciascuno viene esaltata e non annullata. Ma cosa accade quando il desiderio di vicinanza si trasforma in un bisogno ossessivo? Quando l’altro non è più un compagno di viaggio, ma l’unica sostanza capace di calmare un’ansia profonda? 

LE CARATTERISTICHE DEL LEGAME SANO 

In una relazione funzionale, i pilastri sono la reciprocità, il rispetto dell’autonomia e la comunicazione. Due persone scelgono di stare insieme non perché “incomplete”, ma perché il legame aggiunge valore alla loro esistenza. C’è spazio per il conflitto costruttivo e, soprattutto, c’è la libertà di esistere anche al di fuori della singola relazione. La degenerazione in una relazione tossica non avviene quasi mai all’improvviso. Spesso inizia con l’illusione di un “legame totale”, un’intensità travolgente che nasconde, in realtà, una profonda fragilità emotiva. Il passaggio critico avviene quando la relazione inizia a basarsi sulla paura: paura dell’abbandono, paura del giudizio o paura della solitudine. In questo scenario, si attivano meccanismi tipici delle dipendenze da sostanze, dove le sostanze smettono di essere un oggetto esterno ma divengono parte unica di noi stessi. 

IL VORTICE DELLE CO-DIPENDENZE 

Spesso la tossicità relazionale diventa dipendenza.. In questi casi, l’oggetto o il soggetto della relazione diventa il “complice” di un’autodistruzione condivisa. La sostanza chimica e il legame affettivo si alimentano a vicenda in un circolo vizioso dove è difficile distinguere dove finisce il bisogno dell’uno e dove inizia la fame dell’altra. Si crea una “bolla” isolata dal mondo, dove la realtà viene distorta e il pericolo sottovalutato.  Uscire da una relazione tossica o da una dipendenza affettiva richiede un atto di coraggio: ammettere la propria fragilità. Il percorso di recupero non passa attraverso la ricerca di un “nuovo amore”, ma attraverso la ricostruzione del rapporto con se stessi. Le strutture terapeutiche e i percorsi di supporto servono proprio a questo: a disinnescare quei meccanismi automatici che ci portano a cercare negli altri la soluzione a un vuoto che solo noi possiamo imparare a colmare.  La vera libertà non è l’assenza di legami, ma la capacità di scegliere legami che non ci rendano schiavi. 

LE RELAZIONI TOSSICHE 

In questa analisi desidero esplorare un filo conduttore comune a molte persone: il coinvolgimento in legami malsani, siano essi di coppia, d’amicizia, familiari o di semplice conoscenza. Nessuno di noi nasce esperto nel maneggiare la “tossicità”, né è immune agli effetti devastanti che derivano dall’uso di sostanze o dal vivere rapporti logoranti. Queste dinamiche iniziano spesso in modo sottile, quasi impercettibile. Tutto parte con un’intesa lieve e una certa leggerezza, ignorando ciò che potrebbe scaturire nel tempo. Quello che comincia con risate, attrazione e affinità elettive può trasformarsi, attraverso un uso smisurato della relazione o della sostanza, in una vera e propria dipendenza patologica. 

Questo fenomeno non è legato al divario generazionale, bensì a un profondo senso di abbandono sociale percepito dall’individuo. In questo vuoto, qualunque direzione egli intraprenda sembra condurlo inesorabilmente verso l’autodistruzione. Spinto dalla curiosità, l’individuo aumenta la frequenza dei suoi “consumi” (siano essi chimici o emotivi spesso entrambi). Quando si rende conto di aver oltrepassato il limite e di aver compromesso la propria integrità, spesso è troppo tardi: i rapporti familiari, gli amori e le amicizie sono ormai ridotti in macerie.