UNA STORIA MILANESE: QUANDO LA BUROCRAZIA RALLENTA IL SOCIALE

Il progetto della piccola casa per i ragazzi a fine percorso bloccato dalla burocrazia

Una storia milanese: quando la burocrazia rallenta il sociale

 

Oggi vogliamo raccontarvi una storia milanese, una brutta storia che non è solo il resoconto di un macchinoso iter amministrativo e di burocrazia. È la storia di un progetto sociale, di un impegno concreto verso i giovani e, allo stesso tempo, delle difficoltà che il Terzo Settore può incontrare anche in una città avanzata come Milano.

 

 

Una storia milanese fatta di attese

Presso la sede di via Olgettina 80, Cascina Verde Spes ETS lavora ogni giorno nel recupero di ragazzi e ragazze con dipendenze. Qui nasce un progetto chiaro: ristrutturare uno spazio esistente di 113 mq con un ampliamento di 38 mq da destinare all’accoglienza residenziale, migliorando la qualità dei percorsi terapeutici e offrendo nuove opportunità di cura.

Il progetto inizia a prendere forma attraverso un iter lungo e complesso. Dopo oltre due anni di conferenze di servizi, arrivano i pareri favorevoli degli enti competenti: urbanistica, ambiente e mobilità. Un passaggio fondamentale, che sembrava aprire la strada alla realizzazione del progetto.

E invece, tutto si ferma.

Ad aprile 2026, il Comune di Milano comunica l’impossibilità di rilasciare il Permesso di Costruire. Le delibere risultano decadute, in un contesto amministrativo influenzato da vicende giudiziarie estranee al progetto stesso.

Una storia milanese, fra burocrazia e welfare

Quello che doveva essere un intervento edilizio limitato – appena poco più di cento metri quadrati – si trasforma in un procedimento complesso. L’unica strada indicata è quella di un permesso convenzionato bilaterale da sottoporre alla Giunta comunale, e questo trasforma la nostra storia in un caso amministrativo e politico, che proietta ombre pericolose sul futuro del welfare milanese. 

Il tema infatti va oltre la burocrazia, evidenziando un nodo cruciale: quanto è davvero sostenuto, oggi, il lavoro degli enti del Terzo Settore?

Quando i tempi si allungano e le procedure si complicano, il rischio concreto è quello di sottrarre risorse preziose a chi opera ogni giorno per il benessere delle persone. Nel caso di Cascina Verde, significa rallentare percorsi di cura e di rinascita per giovani in situazioni di fragilità.

Una storia che riguarda tutti

Questa non è solo la storia di un cantiere fermo, ma un interrogativo concreto sul rapporto tra istituzioni, territorio e welfare.

Perché sostenere il sociale non significa solo riconoscere il valore, ma anche creare le condizioni affinché possa operare con efficacia: tempi certi, norme chiare, processi accessibili.

Solo così, storie come questa potranno avere un finale diverso. E diventare davvero storie di rinascita.

INFO E CONTATTI:

Paolo Garavelli
Consigliere Delegato Cascina Verde Spes ETS
paolo.garavelli@cascinaverde.org