Prima delle dipendenze: il disagio e i sintomi .

Prima delle dipendenze: il disagio e i sintomi. Collage di vari occhi ed espressioni per sottolineare l'importanza mdi concentrare lam terapia sui singoli soggetti e sui loro problemi.

Alcol, cannabis, cocaina, gioco d’azzardo, pornografia, cibo, social media, relazioni affettive: le dipendenze possono assumere forme molto diverse, ma condividono un elemento fondamentale.
Non riguardano soltanto ciò che una persona utilizza. Riguardano soprattutto ciò che quella sostanza o quel comportamento le permettono di non sentire.

È questa la domanda che, come professionisti delle dipendenze, ci poniamo ogni giorno. Non solo “Che cosa usa?” , ma soprattutto: “Che cosa sta cercando di calmare?” Perché comprendere la funzione che una sostanza assume nella vita di una persona è il primo passo per capire quando un uso occasionale rischia di trasformarsi in una dipendenza.

Che cos’è una dipendenza

La dipendenza non nasce quasi mai dalla sostanza in sé. Nasce dall’incontro tra una sostanza (o un comportamento) e un bisogno emotivo che quella sostanza, almeno inizialmente, sembra soddisfare.
Per qualcuno sarà l’ansia. Per altri il senso di vuoto. Per altri ancora la solitudine, l’inadeguatezza, la paura di non essere abbastanza o un dolore che non riesce a trovare parole.

La sostanza diventa pericolosa quando smette di essere un’esperienza e diventa una soluzione. In altre parole, il problema non è soltanto quanto si beve, quanto si fuma o quante ore si trascorrono online. Il problema nasce quando quel comportamento diventa l’unico modo conosciuto per stare meglio.

Uso, abuso e dipendenza: non cambia solo la quantità

Quando si parla di dipendenze si tende spesso a distinguere tra uso, abuso e dipendenza esclusivamente in base alla frequenza o alla quantità di consumo. Dal punto di vista clinico, tuttavia, la differenza più importante riguarda la funzione che la sostanza
svolge. Un ragazzo può bere una birra con gli amici per curiosità o appartenenza al gruppo. Un altro può bere la stessa quantità perché, per la prima volta dopo settimane, riesce a sentirsi meno ansioso.
Il comportamento è identico.
Il significato è completamente diverso.

È proprio questo cambiamento di funzione a rappresentare uno dei principali fattori di rischio. Quando una sostanza diventa uno strumento per regolare emozioni, silenziare pensieri o  anestetizzare il dolore, aumenta significativamente la probabilità che il rapporto con quella sostanza evolva verso forme di abuso e, successivamente, di dipendenza.

I primi segnali spesso non riguardano la sostanza.

Quando si pensa ai sintomi delle dipendenze, si immaginano immediatamente l’aumento delle quantità, la perdita di controllo o l’astinenza.
In realtà, molto spesso, la dipendenza inizia molto prima. I primi segnali riguardano la sofferenza:
-Ansia persistente.
-Difficoltà a tollerare la frustrazione.
-Isolamento.
-Perdita di interesse verso attività che prima erano piacevoli.
-Disturbi del sonno.
-Senso di vuoto -Calo della motivazione.
-Fatica a parlare di ciò che si prova.

Quando una sostanza arriva ad alleviare anche solo temporaneamente questo malessere, il cervello
registra quell’esperienza come efficace. Ed è proprio questa apparente efficacia che rende possibile la dipendenza.

Le diverse forme di dipendenza

Le dipendenze possono riguardare sostanze oppure comportamenti.
Tra le più frequenti troviamo:
-dipendenza da alcol;
-dipendenza da cannabis e altre sostanze;
-dipendenza da gioco d’azzardo;
-dipendenza da pornografia;
-dipendenza affettiva;
-dipendenza da cibo;
-dipendenza da social media.

Sebbene cambino gli oggetti della dipendenza, il funzionamento psicologico è spesso molto simile. La persona continua a ricercare quel comportamento perché le permette di ridurre, almeno temporaneamente, una sofferenza emotiva.

I sintomi più frequenti della dipendenza

Ogni dipendenza ha caratteristiche specifiche, ma esistono alcuni segnali comuni:
-perdita progressiva di controllo                                                                                                                                                                                                               -bisogno crescente di assumere la sostanza o mettere in atto il comportamento;
-aumento della frequenza o delle quantità;
-pensiero costante rivolto alla sostanza;
-craving, cioè un desiderio intenso e difficile da controllare;
-difficoltà a interrompere il comportamento nonostante le conseguenze negative;
-isolamento sociale;
-perdita di interesse verso attività, relazioni e impegni;
-irritabilità, ansia o malessere quando non è possibile utilizzare la sostanza.

Questi sintomi raccontano che la sostanza non rappresenta più un semplice comportamento, ma è
diventata uno strumento di regolazione emotiva.

 

Perché alcune persone sviluppano una dipendenza e altre no?

Non esiste una risposta unica. Entrano in gioco fattori biologici, psicologici, familiari e sociali. Tuttavia, nella pratica clinica, osserviamo un elemento ricorrente.
Più la sostanza assume una funzione di anestesia del dolore, maggiore è il rischio che si sviluppi una dipendenza. Questo è particolarmente vero in adolescenza.

Il cervello è ancora in fase di maturazione e i sistemi di regolazione emotiva sono in costruzione. Se una sostanza diventa rapidamente il modo più efficace per gestire ansia, vuoto, tristezza o senso di inadeguatezza, il rischio evolutivo aumenta significativamente.
Per questo la prevenzione non può limitarsi a parlare delle sostanze. Deve parlare anche delle emozioni.

Quando chiedere aiuto

Non è necessario aspettare che la situazione diventi grave. Anzi, prima si interviene, maggiori sono le possibilità di interrompere un rapporto problematico con una sostanza o con un comportamento.
Chiedere aiuto significa concedersi uno spazio in cui comprendere non solo ciò che sta accadendo, ma anche il motivo per cui quella sostanza è diventata così importante.
In Cascina Verde il lavoro terapeutico parte proprio da qui. Non ci chiediamo soltanto che cosa una persona utilizza. Cerchiamo di comprendere quale sofferenza stava cercando di gestire attraverso quella sostanza.
Perché la dipendenza non è una colpa. È spesso il tentativo, divenuto disfunzionale, di trovare sollievo da un dolore che non ha ancora
trovato altre parole.