#ATUPERTATU-Lion-e-il-biomeccanico

#ATUPERTATU: LION E IL BIOMECCANICO.

Continua la serie #ATUPERTATU: con Lion andiamo alla scoperta di uno stile di tatuaggio che si differenzia molto da quelli classici, il “biomeccanico”.

Ispirandosi all’estetica cyberpunk, quella che caratterizzava il film “La leggenda degli uomini straordinari”, e ai Cyborg come quelli di “Io, Robot”, utilizza la pelle come una tela su cui disegnare tridimensionalmente aperture su qualcosa che “sta sotto” l’epidermide. 

Alcuni simulano meccanismi a orologeria che muovono le articolazioni, altri sembrano aprirsi all’interno del corpo per mostrare scheletri metallici, ma quello di Lion è particolarmente interessante.

Con la tecnica del trompe l’oeil, una prospettiva ingannevole ben realizzata, dà l’impressione che la sua gabbia toracica sia una vera e propria gabbia, costituita da pezzi di metallo avvitati fra loro, dentro cui possiamo vedere la mano di una persona che cerca disperatamente di uscire.

E in fondo è proprio questo il compito che affidiamo spesso ai tatuaggi: far uscire qualcosa che a volte con le parole non si riesce a esprimere.

#ATUPERTATU serve proprio a questo: a cercare di dare voce alle esigenze espressive, a volte solo estetiche altre volte più profondamente legate alla personalità e alla psicologia di chi sceglie di tatuarsi, di cui i tatuaggi sono una forma. 

Il tentativo è anche quello di combattere gli stereotipi sulle persone tatuate che, ancora oggi e soprattutto nel mondo del lavoro, vengono spesso giudicate male proprio a causa di questa scelta. 

A voi è mai capitato di giudicare qualcuno, o di essere giudicati, per via di un tatuaggio? Raccontatecelo rispondendo ai post sui social di Cascina Verde.