CAMILLA NEUROSGAMI: LA DIVULGAZIONE SUI SOCIAL

A Cascina Verde è venuta Camilla Di Pasquasio, in arte Neurosgami, che sui social si occupa di divulgare in modo semplice la neuroscienza. Un progetto complicato e sfidante il suo, che si è intrecciato con Cascina Verde e i suoi ospiti. Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Camilla, chiedendole un po’ del suo lavoro e dei suoi progetti futuri con la nostra struttura. 

Qual è stata la motivazione principale nel combinare l’uso dei social media con la divulgazione scientifica di neuroscienza e psicologia?

Ci sono diverse motivazioni, ma credo che le principali siano due: la prima legata all’esigenza di portare contenuti positivi ed educativi sui social, per informare e sensibilizzare su temi complessi legati alla salute mentale e ai nuovi disturbi che stanno portando sempre più ragazzi ad avere problematiche di ordine psicologico, la seconda legata al soddisfare le curiosità che molte persone hanno sul funzionamento del nostro cervello, spiegando perché abbiamo determinati pensieri, comportamenti o credenza e perché no, per rendere la scienza un po’ meno noiosa o spaventosa.

Come hai sviluppato la tua passione per la neuroscienza e la psicologia, e perché hai deciso di condividerla con gli altri tramite TikTok e altri social media?

Sarebbe complicato spiegare come mi sono appassionata alla psicologia, anche perché non avrei nemmeno una motivazione troppo razionale! Quello che posso dire è che sono sempre stata una persona curiosa e molto attenta ai comportamenti e alle emozioni mie e delle persone che mi circondavano. Anche se, devo rendere merito a un’amica di famiglia che sin da piccola mi faceva appassionare con i suoi racconti su grandi teorici e pensatori della psicologia. Proprio per questo mi sono iscritta a questa facoltà per diventare una psicoterapeuta in futuro. Poi però, durante il corso di studi, ho conosciuto il mondo delle neuroscienze, ed ho capito che mi affascinava a tal punto la ricerca e il funzionamento del nostro cervello, che ho cambiato i miei piani, oltre ad aver scoperto una grande passione. Ed ora finalmente sono una psicologa e da pochissimo una dottoranda in Neuroscienze Cognitive, posso dire di aver inseguito fino in fondo le mie passioni. Perché TikTok e i social? Perché amo comunicare e spiegare concetti, oltre a conciliare la psicologia con un’altra mia grande passione: il teatro. 

 

Quali sono i risultati più gratificanti che hai ottenuto attraverso la tua attività di divulgazione scientifica sui social media? Hai qualche aneddoto particolare da condividere?

Senza dubbio, l’esperienza più gratificante è stata quella di salire sul palco della decima edizione del TEDx di Padova, e sentir parlare del progetto con cui collaboro. Parlo degli unfluencer, un gruppo di influencer non convenzionali, con cui insieme abbiamo il fine di rendere i social un posto educativo, di confronto e di ragionamento e non solo mero intrattenimento, con anche un grande fine sociale verso le nuove generazioni. Con loro ho potuto fare esperienze incredibili, dal detox digitale alla partecipazione a eventi nelle scuole per la sensibilizzazione sui disturbi alimentari, oltre a tante altre iniziative e attività culturali in diversi eventi, musei e fondazioni.

 

Spesso gli utenti dei social sanno essere spietati e crudeli, come affronti le critiche o i commenti negativi che potresti ricevere sui tuoi contenuti di divulgazione scientifica? 

Ho fatto un video a riguardo, quel che penso è che spesso chi produce contenuti sui social viene in qualche modo deumanizzato perché non è percepito come reale, per questo le persone dimenticano che dietro quel contenuto c’è una persona, con i suoi sentimenti, storie di vita e anche fragilità. Personalmente, con l’abitudine ho imparato a fare i conti con certi tipi di commenti e insulti, ho capito che purtroppo fa parte del gioco di essere così esposti sui social. Però questa non deve e non può essere una scusa per legittimare questi comportamenti. Anche io ci sono rimasta male più volte, dubitando di me stessa e posso solo immaginare come possa viversela un giovane o una persona con meno strumenti per far fronte a tutte queste emozioni negative e manifestazioni di aggressività. Quindi anche sensibilizzare su questo è importante, bisogna favorire il confronto rispettoso e il dialogo, che molto spesso è rimpiazzato dall’hate speech e dalla polarizzazione delle idee.

 

Quali sono i principali obiettivi che ti poni nel divulgare la neuroscienza e la psicologia sui socialmedia? Cosa vorresti che il tuo pubblico apprendesse o ottenesse dalla tua attività?

Vorrei appassionare o almeno incuriosire le persone sul funzionamento della nostra mente, per fargli capire che si può capire di più, utilizzando le fonti giuste. I miei obiettivi sono di raggiungere quante più persone possibili e creare una community di persone appassionate di cervello e psiche, che amo chiamare “neurocuriosi”, per usare un termine che neurosgami usa spesso (non sto parlando di me in terza persona ma credo che neurosgami sia più un personaggio che Camilla nella sua interezza)

Secondo te, qual è il potenziale impatto che la divulgazione scientifica su TikTok e altri social media può avere sulla consapevolezza e la comprensione generale delle persone?

L’importanza è grande, soprattutto se svolta da professionisti che sanno come comunicare nel modo corretto senza banalizzare e basandosi su delle competenze reali. Ma è anche una responsabilità verso chi porta questi contenuti perché, se non divulgati nel modo corretto possono avere effetti sulla vita delle persone. Anche i divulgatori devono avere una deontologia e attenzione verso chi li segue.

A breve inizierai un progetto di divulgazione scientifica in collaborazione con Cascina Verde, in particolare con i suoi ospiti: che cosa ti aspetti da questa cooperazione?  Parlarci di questa iniziativa: in che modo tratterete il tema della dipendenza?

Questa collaborazione è frutto della volontà sia mia che di Cascina Verde di sensibilizzare sul mondo delledipendenze e soprattutto per parlarne nel modo corretto, senza ricorrere ai soliti stereotipi che portano solo a un grande stigma e indifferenza nei confronti di una problematica psicologica prima di tutto. L’iniziativa a cui abbiamo pensato è in parte legata alla produzione di contenuti da parte mia, che riguarderanno una comunicazione più scientifica e comportamentale sul tema delle dipendenza, dall’altro lato l’intento è un vero e proprio mini laboratorio in cui gli ospiti stessi della comunità potranno essere portatori della loro esperienza e sofferenza, non attraverso i classici mezzi, ma tramite il linguaggio dei social, creando loro stessi dei contenuti basati sul loro linguaggio creativo e comunicativo. Ho già raccolto i primi materiali e non vedo l’ora di iniziare questo lavoro con loro, che hanno accolto con entusiasmo e motivazione l’iniziativa. Oltre che rendere il tutto un’esperienza divertente ma anche formativa sulla content creation.

Nel mentre che aspettiamo i frutti della collaborazione tra Camilla Neurosgami (che potete iniziare a seguire su Tik Tok https://www.tiktok.com/@neurosgami, Instagram https://www.instagram.com/neurosgami e Facebook https://www.facebook.com/neurosgami/) e gli ospiti di Cascina Verde, non dimenticare di sostenere il nostro progetto in cantiere: aiutaci con una piccola donazione a iniziare i lavori per il nuovo campo sportivo. 

E se l’attività sportiva, non è il tuo forte, non preoccuparti: puoi sempre sostenerci comprando i nostri bellissimi fiori.