intervista a Carlo Mariani

IL PERCORSO DI RIABILITAZIONE: INTERVISTA A CARLO MARIANI.

Carlo Mariani, Direttore Tecnico di Cascina Verde, è la figura che si occupa di costruire un percorso di riabilitazione, di cura e di reinserimento nella società degli ospiti delle nostre comunità.

Come definiresti il tuo lavoro quotidiano per Cascina Verde, e quali sono le doti necessarie per svolgerlo?

Bolinare con vento variabile per accogliere naufraghi di vite in tempesta.
Le persone che accogliamo vivono in una società dove i punti di riferimento sono molteplici e contraddittori, dove le spinte alla “leggerezza”, al “consumo”, all’apparire per esserci sono predominanti; le storie che incontro quotidianamente sono sature di avvenimenti e cose, ma vuote di affetti e relazioni. I protagonisti rischiano di essere sommersi da eventi che sentono incontrollabili. Per governare la Comunità, assicurando un luogo a questi “naufraghi” dove sia possibile rallentare e riflettere, bisogna andare in senso obliquo alle tendenze di questa società della “performance”.

Come vengono individuate le persone da inserire nella Comunità?

Le persone e/o le famiglie inizialmente si rivolgono alla rete territoriale per le dipendenze e la salute mentale, i cui operatori conosco l’operato della comunità. Successivamente ci si conosce attraverso dei colloqui per poter ipotizzare un percorso residenziale, che abbia come obiettivi il rientro nel territorio e il sostegno alle famiglie.

Quali fattori vengono presi in considerazione nella costruzione di un percorso di riabilitazione personalizzato?

Ogni storia personale è complessa e proviene da un passato che si concretizza in un presente. L’ascoltare la storia della persona costruendo con lei un senso del presente vivibile e meno doloroso è il presupposto per proiettarsi nel futuro attraverso una co progettazione del percorso terapeutico. La comunità costituisce un campo esperienziale, che ha dei confini e delle regole, entro il quale l’esperienza personale è unica e irripetibile. Conoscere la storia familiare, approfondire le vicende cliniche, collaborare con le famiglie e i servizi territoriali sono azioni che non avrebbero senso senza la condivisione quotidiana con gli altri (utenti e operatori) che rende concreto questo lavoro di ricerca di un proprio progetto di vita.

Alla fine del percorso di riabilitazione c’è il momento del reinserimento: come viene strutturato, e quali difficoltà si possono incontrare?

Il qui ed ora dell’esperienza quotidiana in Comunità deve essere sempre proiettato al dopo, noi accogliamo la persona con questa tensione, quindi la costruzione di esperienze esterne alla Comunità in cui sperimentare ciò che si è appreso di se stessi è in continuità con il lavoro comunitario. Esperienze di consolidamento degli apprendimenti avvenuti nel periodo residenziale possono essere: occuparsi della propria salute (cure mediche, gruppi di auto mutuo aiuto frequentare centri specialistici), frequentare luoghi di socializzazione (biblioteche, piscine , palestre), svolgere attività di volontariato, iscriversi a corsi per approfondire le proprie passioni (arte, fotografia, yoga, astronomia e qualsiasi altra curiosità umana), frequentare corsi professionalizzanti e provare a lavorare con tirocini in aziende.

Quale consiglio daresti ai ragazzi che si trovano adesso in difficoltà e ai loro genitori?

Ai ragazzi: parlate, siate esigenti con l’adulto, chiedetegli responsabilità non cose. Ai genitori: abbiate la pazienza dell’ascolto, non riempite il vuoto, sopportate il dolore di veder soffrire i vostri figli standogli accanto, non li potete proteggere, ma potete dirgli che ci siete. Sopportate il conflitto li aiuterete a crescere.

Grazie mille per questa intervista! Continuate a seguirci sul nostro blog e sui social per conoscere meglio i professionisti che si prendono cura di Cascina Verde e dei suoi ospiti.

 

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