Rialzarsi a ogni caduta: la storia di Gaia

LA FORZA E LA STANCHEZZA DI RIALZARSI A OGNI CADUTA.

L’ ultima storia che vogliamo raccontarvi in questo mese di agosto che abbiamo passato insieme è quella di Gaia, di cui ci ha colpito la tenerezza con cui descrive i suoi numerosi tentativi di rialzarsi a ogni caduta. Anzi, la facciamo raccontare proprio da lei che ha una grande capacità di trasmettere in ogni parola tutta l’emozione di una vita.

“Mi chiamo Gaia, per intero Gaia Celeste Libera Sole. Mia mamma in cuor suo desiderava che avessi la forza che possiede ogni elemento della terra, una terra forte e libera in tutte le sue parti. Diciamo che i miei genitori sono stati molto generosi, ma non solo con i nomi. Lo sono sempre stati con me, e lo sono ancora. Questo ciondolo che ho al collo e che rappresenta l’albero della rinascita me l’ha regalato mia mamma quando sono venuta qui. Mi ha regalato un gioiello per ogni volta che ho iniziato un percorso di rinascita, e ne ho tanti, purtroppo. Li tengo un po’ addosso e un po’ in camera, e ogni volta che li guardo non so se stare bene perché mi ricordano l’amore incondizionato e la fiducia che la mia famiglia sa darmi ogni volta, o se stare male perché ognuno di essi è il ricordo di una caduta e del successivo tentativo di rialzarsi.

Sono stati tanti, i miei tentativi, e adesso sono stanca. Stanca, stanca di sentirmi fragile, di cadere nelle mie debolezze e poi di riscattarmi, certo, ma con la sensazione di essere sempre una cosa precaria. Sono tanti, tanti, tanti anni che ci provo: 23 anni di vita così, così difficile. 23 anni in cui mi sono inflitta molti maltrattamenti, 23 anni di auto boicottaggi, 23 anni in cui cercare di rialzarsi a ogni caduta. Quando ho iniziato, molti dei miei attuali compagni di corso qui a Cascina Verde non erano ancora nati, e anche questo mi fa sentire strana. Mi sento diversa, a volte non capisco i loro riferimenti, di musica, ma anche di fumetti: loro parlano di manga, io ricordo Andrea Pazienza. Avevo usato un suo disegno per fare una litografia, perché per me l’arte è sempre stata importante.

Nella mia vita ho sempre coltivato l’arte, ho fatto mostre, ho dipinto tele, scolpito e inciso radici, ho fatto di tutto e di più. Quando comunque entro nell’atelier di Arte Terapia ho la fortuna che ho una buona manualità e anche un po’ di tecnica. E se non la conosco la esperimento, ci provo, quindi qualcosa lo tiro sempre fuori. E qualcosa tiro fuori anche dalle esperienze che mi succedono: in questi mesi a Cascina Verde sto condividendo la stanza con Giorgia, che ha quasi la metà dei miei anni. Siamo così diverse, il sole e la luna, e all’inizio ci siamo anche scontrate ma ora abbiamo davvero un legame forte, che mi sta dando molto.

Inutile che io continui a chiedere agli operatori quando finirò il mio percorso di riscatto: vivo giorno per giorno, ogni giorno imparo qualcosa quindi non devo aver fretta di fare proprio niente. Certo, questi mesi estivi sono stati duri: io sono responsabili della sera, e sotto il tendone fa caldo d’estate, e io ho già le mie problematiche alimentari, ma non fa niente. Sto imparando a coltivare anche me stessa, cercando di avere la stessa pazienza e la stessa dedizione dei miei genitori.

Sono loro, loro e mia sorella, la fortuna più grossa che ho avuto nella vita. E il mio lavoro: sono assistente alla poltrona per studi odontoiatrici, e gli operatori qui mi hanno permesso di seguire tutti i corsi di aggiornamento di cui avevo bisogno per non perdere il passo. Dal mio lavoro ho imparato ad apprezzare il benessere delle persone: è bello vedere qualcuno che arriva in studio piangendo di dolore ed esce che sorride, e mi ringrazia per questo e mi paga pure. Ecco, vorrei riuscire a prendermi cura cos’ anche di me stessa. Pe me e per i miei genitori. Ci sto lavorando, anche questa volta. E chissà che non sia davvero quella buona”.

Te lo auguriamo di cuore, Gaia, a te e a tutti i ragazzi che ci hanno raccontato le loro storie. E speriamo di rivederci presto.

 

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