Oskar "Skinny Gin" The Poet

CV CREW: LE BARRE DI SKINNY GIN.

Skinny Gin è il nickname di Oskar, che prima di entrare a Cascina Verde aveva già avuto modo di mettere in gioco il suo talento mettendo in musica le sue barre (disclaimer per boomer, preso da NMA: la barra è l’unità di misura utilizzata solitamente per definire la durata di una strofa Rap, e corrisponde a una battuta di quattro quarti).

Così, quando gli abbiamo chiesto se volesse partecipare al progetto CV Crew insieme a Neurosgami, Oskar ha accettato con entusiasmo e ci ha proposto di scrivere, appunto, alcune barre in cui raccontare la sua storia. Già che c’eravamo, ci siamo fatti spiegare le origini del suo nickname: Skinny perché è magro, e Gin perché è ginger.

Toccanti e ricchi di suggestioni poetiche, le barre di Skinny Gin raccontano in modo efficace e artistico il disagio che provano molti giovani nell’affrontare il mondo che li circonda, e di come cerchino rifugio in sostanze che promettono spensieratezza ma che alla fine contribuiscono solo a incrementare il loro malessere.

Un contributo davvero prezioso al nostro progetto di raccontare le dipendenze, e le persone che stanno lottando per uscirne, superando i luoghi comuni e lo stigma.

Grazie, Skinny Gin.

P.S – Guardate il video sui nostri canali social.

Cerco una strada leggermente diversa
per come è andata non mi piace più questa.
Patire, soffrire sono stanco del buio.
Cadere, morire il mostro lo butto via.
Cammino, alzo il cappuccio non penso più agli sbatti
ho mostri dentro qualche goccia non può calmarmi.
Dietro di me sento i passi, le ombre si fanno più grandi
ho pensato pure ad ammazzarmi.
Mi sono strappato le ali da solo,
ora solo mi muovo senza quell’oro muoio.
Mi è bastato così poco, mi ritrovo in mezzo al mare
ma non nuoto. Le mani, gambe legate, affogo.
E vorrei qualcosa di diverso
guardare la luna come i tuoi occhi in cui mi sento perso.
Vorrei, vorrei tante cose sì,
ma la vita non la puoi cambiare con un click.
E vorrei partire, e vorrei volare
ma no, non si può fare tutto mi sembra irreale.
Sento una corda al collo strangolare.
Notti intere sveglio a soffocare solo
in mezzo al locale
Dai, bevo un altro drink: ormai è una serie, non un film.
Tutto si deforma come un trip.
Tu bella, una miss, spettinata
con una giacca di jeans:
ti giri, mi guardi mi si ferma il feed.